Tornare a Bruner

Tra i molti psicologi che hanno contribuito, negli ultimi decenni, a far progredire le nostre conoscenze sulla mente, con riflessioni, ricerche e “provocazioni”, Jerome Bruner può essere considerato una figura di primo piano, persino un caposcuola. Uno degli insegnamenti più importanti di Bruner consiste nel richiamare la centralità di quello che le persone dicono e fanno, come espressione di un’identità costruita socialmente. A differenza di molte “psicologie”, qui c’è prima di tutto una considerazione rispettosa della cultura condivisa, esente dal sospetto di nascondere un’altra più profonda, più “vera” realtà.

Al centro dell’indagine e della riflessione si ritrova perciò un “oggetto” accantonato troppo a lungo: il significato. Fare questa scelta implica l’abbandono di una visione dei processi psichici limitata al singolo individuo, o comunque ridotta, anche in una prospettiva relazionale, alla considerazione di dinamiche inconsce. Per occuparsi del significato occorre dunque ampliare la visuale dall’individuo (da solo o nel piccolo gruppo in cui può essere “studiato”) all’ambiente sociale e culturale nel cui contesto si forma e agisce. Scrive Bruner in proposito: “Sono la partecipazione dell’uomo alla cultura e la realizzazione delle potenzialità della sua mente attraverso la cultura che rendono impossibile la costruzione di una psicologia umana su base puramente individuale”.

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Inside Stories: RADICAL LISTENING: AN INTERVIEW WITH DR. KAETHE WEINGARTEN

Sorgente: Inside Stories: RADICAL LISTENING: AN INTERVIEW WITH DR. KAETHE WEINGARTEN

Breve intervista per cominciare a conoscere un approccio molto interessante (anche se i “postmoderni” non mi piacciono molto).

Narrative ecologies and counter-narratives | Yiannis Gabriel

Narration in Various Disciplines – the living handbook of narratology

The examined life

Brains creating stories of selves

On Narrative, Mitchell

Nuovi propositi

Vorrei portare la vostra attenzione sull’immagine “HOW STORYTELLING AFFECTS THE BRAIN”. E vorrei far notare come il marketing usi (e ne abusi?) conoscenze che in psichiatria vengono ignorate o sottovalutate, come se vendere fosse più importante che curare. Mi piacerebbe, infine, che la psichiatria non fosse solo più aggiornata e aperta, ma si dedicasse a smascherare l’uso strumentale della narrazione, a mostrarne i meccanismi e a rivendicare la libertà e l’autenticità delle storie vissute (che quelle imposte dall’alto non avranno mai). Buon 2016!

… guardate il link qua sotto

marketing & storytellng

nottidiguardia

nottidiguardia.
Ecco un blog che prende sul serio la medicina narrativa, in uno dei suoi aspetti più difficili: il significato di curare nell’esperienza degli operatori.

Medicina in biblioteca

Biblioteca “Pinali” dell’Università degli Studi di Padova

https://blogpinali.wordpress.com